I ricercatori hanno scoperto più di 100 nuovi batteri dell’intestino

I ricercatori hanno scoperto più di 100 nuovi batteri dell’intestino

07/05/2019

I ricercatori hanno scoperto più di 100 nuovi batteri dell’intestino


I ricercatori del Wellcome Sanger Institute e dell’Istututo australiano Hudson Institute of Medical Research, hanno isolato e sequenziato 105 nuove specie di batteri dell’intestino. Si è trattato di un vero e proprio passo avanti per gli studi sul microbioma.

Il Dott. Samuel Forster, primo autore della ricerca ha dichiarato: “Questo studio ha portato alla creazione del database pubblico più ampio e esauriente dei batteri intestinali con implicazioni sullo stato di salute dell’uomo. Il microbioma intestinale svolge una funzione fondamentale per quanto riguarda lo stato di salute di un individuo. Questa importante scoperta cambierà sostanzialmente il modo in cui i ricercatori studiano il microbioma.”

Ricerche come queste sono fondamentali per comprendere l’enorme importanza del microbioma e siamo entusiasti di vedere che l’interesse della comunità medica e scientifica stia crescendo attorno a questo argomento. Come i nostri studi realizzati allo Hughes Center for Research and Innovation hanno dimostrato, il microbioma ha un’influenza praticamente su tutti i sistemi dell’organismo umano. E grazie a questa scoperta in particolare, oggi sappiamo un po’ di più del microbioma e possiamo capire meglio la sua funzione nel nostro percorso verso l’Elite Health.

Il Dott. Robert Finn, autore di pubblicazioni dell’ EMBL’s European Informatics Institute, ha avuto modo di affermare: “I ricercatori che stanno lavorando per capire quali specie di batteri sono presenti nel microbiota di un individuo troveranno un riferimento preziosissimo nel database dei profili genetici isolati dell’intestino. E dunque, se vorranno testare un’ipotesi, per esempio se una determinata specie sia portatrice di una determinata patologia, avranno a disposizione il profilo sequenziato e isolato della specie batterica che ritengono possa essere importante per la loro ricerca.”


Fonte:
https://www.sciencedaily.com/releases/2019/02/190204114602.htm